“La tolleranza? Porta più profitti” – L’Unità parla di Parks

//“La tolleranza? Porta più profitti” – L’Unità parla di Parks

L’Unità racconta dell’incontro tra la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e le aziende socie di Parks – Liberi e Uguali avvenuto presso la sede di IKEA – Porta di Roma il 16 maggio scorso, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia del 17 maggio.

«La tolleranza? Porta più profitti» Parola di manager – di Jolanda Bufalini, 17 maggio 2014

Racconta l’avvocato Dario Longo che l’azione positiva più difficile risale a 6 anni fa. Lo studio legale milanese Linklaters usa offrire uno stage a persone che hanno difficoltà a trovare lavoro: «Per una persona disabile, per un condannato per reati gravi, per un rifugiato politico, mettere nel curriculum l’esperienza in uno studio prestigioso può essere di grande aiuto. Sei anni fa, fra i candidati, c’era la scheda perfetta: una trans di 42 anni. Mi trovai di fronte ad un’alzata di scudi, qualcuno disse, “se prendiamo una trans in un ruolo amministrativo, finiremo con un gay fra gli avvocati”. Lo disse senza sapere che stava parlando con il suo capo, con me, che sono gay». Il tempo di «Philadelphia» e della indimenticabile interpretazione di Tom Hanks è lontano: Longo vinse la sua battaglia e Carmen è da 6 anni la più affidabile, scrupolosa e affezionata impiegata. Chiosa Ivan Scalfarotto che nella giornata contro l’omo e la transfobia, «si parla poco delle/dei transgender».

Siamo a Ikea, nella sede romana di Bufalotta, l’incontro con la presidente della Camera Laura Boldrini è organizzato da Parks, associazione dei datori di lavoro che ha scelto il nome della donna che nel 1955 con il gesto semplice di non cedere il posto su un autobus, affermò la dignità dei neri d’America. L’obiettivo di Parks è «realizzare al massimo le possibilità di business legate alle strategie e alle buone pratiche rispettose delle diversità». Un principio di etica sociale che si trasforma in valore economico. Lo spiega Igor Suran, Direttore di Parks: «Chi si sente libero e incluso contribuisce al successo dell’impresa». E l’altra faccia, la faccia buona, della globalizzazione, Lars Peterson, AD di Ikea Italia, la spiega con uno slogan della multinazionale svedese: «Per essere uno di noi devi essere te stesso». Ed Elena Alemanno, Country manager Ikea per l’Italia: «Abbiamo esteso i permessi matrimoniali o parentali alle coppie Glbt, poi ci si scontra con il fatto che la legge non autorizza il partner ad assistere il compagno malato».

Dario Galli è uno dei fondatori della Consoft, una impresa italiana di informatica che ha oggi più di 400 dipendenti, racconta: «Io ho sofferto aggressioni verbali e anche fisiche. Ho sofferto anche nella ricerca del primo lavoro, quando mi chiesero: “Non sei mica…?”, e io risposi “no”. Quel “no” mi rimbomba ancora dentro. Nel 1986, quando fondammo la Consoft, un gay, due uomini etero, una donna, il sogno da realizzare era una società in cui nessuno avrebbe dato del culattone ad un altro».

Alessandra Santacroce è affairs manager della IBM. Per una multinazionale di quelle dimensioni, spiega, c’è da mettere in rapporto «la visione e le peculiarità dei territorio». L’attenzione alle diversità di Ibm, racconta «risale alla metà del XX secolo». Dal 1984 c’è parità di salario a parità di mansione delle donne. Come ci si regola in paesi come la Russia, la Cina, l’Iran? «Noi rispettiamo le leggi però, al nostro interno, adottiamo regole anti-discriminazione. Ci aiuta avere creato delle comunity tematiche, sugli orientamenti sessuali e di genere, dei disabili, delle diversità culturali e intergenerazionali».

Tutti insistono sul valore economico nell’adottare strategie di rispetto delle diversità, così anche Gaetano Colabucci (Johnson & Johnson) e Riccardo Lamanna (State Street, banca di investimenti con clientela istituzionale), «la cultura della diversità aumenta la competitività». Anche Laura Boldrini torna sul valore economico di questo tipo di cultura di impresa: «Il mondo del business è più avanti della politica. La Camera ha approvato la legge sull’ornofobia che ora è al Senato. Non spetta a me dire altro ma, da un punto di vista generale, il tempo è veramente scaduto. La diversità è ricchezza, mi incuriosisce, mi attira. Basta con la paura degli immigrati o delle diversità sugli orientamenti sessuali».

Ringrazia Parks perché «è importante che emerga che nel mondo glbt non ci sono solo vittime ma talento, successo, carriere», visto che ormai l’unico valore a cui si presta ascolto è «quello dell’economia». Ma l’Europa non è solo quella dei compiti a casa, è anche quella che ci chiede una legge contro l’omofobia. «Ci sono le elezioni europee e dobbiamo scegliere quale Europa vogliamo». La presidente della Camera torna al suo recente passato di lavoro con i rifugiati: «Ci sono persecuzioni politiche, religiose e nazionali. Ci sono anche persecuzioni dell’orientamento sessuale, Vi sono paesi dove l’omosessualità è punita con il carcere o con la morte”. Per fortuna, spiega, l’Italia è abbastanza attenta e dà protezione “quando vi sia prova o di partecipazione a movimenti associativi o di già avvenuti episodi di discriminazione».

Qui l’articolo.

2019-01-14T23:05:32+00:0017 Maggio 2014|Rassegna Stampa|

Far parte di Parks vuol dire contribuire alla valorizzazione del talento, promuovere un modello di lavoro sostenibile e partecipare a un progetto innovativo che unisce le più grandi imprese italiane

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