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	<title>Parks</title>
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		<title>Clifford Chance entra in Parks</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona massei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[15 FEBBRAIO 2011 &#8211; CLIFFORD CHANCE ENTRA IN PARKS E&#8217; davvero con grande piacere che annuncio l&#8217;adesione di Clifford Chance a &#8220;Parks &#8211; Liberi e Uguali&#8221;. Uno dei maggiori studi legali al mondo, Clifford Chance è presente in 24 paesi con oltre 3.200 professionisti. Presente in Italia dal 1993, oggi vanta oltre 100 avvocati nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/clifford_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" title="clifford_small" src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/clifford_small.jpg" alt="" width="133" height="92" /></a>15 FEBBRAIO 2011 &#8211; CLIFFORD CHANCE ENTRA IN PARKS</p>
<p>E&#8217; davvero con grande piacere che annuncio l&#8217;adesione di Clifford Chance a &#8220;Parks &#8211; Liberi e Uguali&#8221;.</p>
<p>Uno dei maggiori studi legali al mondo, Clifford Chance è presente in 24 paesi con oltre 3.200 professionisti. Presente in Italia dal 1993, oggi vanta oltre 100 avvocati nei due uffici di Milano e Roma. Un team di professionisti che lavora assieme da oltre 15 anni, abilitati ad operare non solo in Italia ma anche in Inghilterra e negli Stati Uniti e in grado di fornire assistenza full service e multi giurisdizionale in ogni area del diritto.</p>
<p>Clifford Chance si unisce agli altri dieci soci di Parks: Citi, Johnson&amp;Johnson, Lilly, IKEA, Linklaters, Telecom Italia, Gruppo Consoft, Roche, Sixty Group, Il Saggiatore. Un gruppo prestigioso di aziende italiane e multinazionali che hanno deciso di investire nella creazione di ambienti di lavoro rispettosi e inclusivi che consentano ai loro dipendenti GLBT di essere se stessi e di godere di una piena uguaglianza sul lavoro.</p>
<p>Sono sicuro che vorrete unirvi a me nel dare il più caloroso benvenuto a Clifford Chance nella famiglia di Parks.</p>
<p>Ivan Scalfarotto<br />
Fondatore e Direttore Esecutivo di Parks &#8211; Liberi e Uguali</p>
<p>*********</p>
<p><em>It&#8217;s a real pleasure for me to announce that Clifford Chance joined &#8220;Parks &#8211; Liberi e Uguali&#8221; today. </em></p>
<p>Clifford Chance is one of the world&#8217;s leading law firms with offices in 24 countries and with some 3,200 legal advisers. In Italy since 1993, Clifford Chance counts today over 100 lawyers in Milan and Rome. Clifford Chance in Italy draws on its integrated global approach and vast local knowledge through a team of professionals who have been working together for the last 15 years and includes lawyers qualified to practise in Italy, UK and the US in all areas of expertise.</p>
<p>By joining Parks, Clifford Chance adds its name to a group of prestigious Italian and Global Employers (Citi, Johnson&amp;Johnson, Lilly, IKEA, Linklaters, Telecom Italia, Gruppo Consoft, Roche, Sixty Group, Il Saggiatore) committed to create inclusive and respectful work environments and to build a greater equality for GLBT people at work.</p>
<p>I am sure you will all join me in extending Clifford Chance a warm welcome to the Parks&#8217; family.</p>
<p>Ivan Scalfarotto<br />
Founding Executive Director of Parks &#8211; Liberi e Uguali</p>
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		<title>The Economist &#8211; &#8220;Being gay-friendly is cheap and good for business&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona massei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Economist pubblica un articolo in cui racconta come negli ultimi anni nel mondo delle aziende siano radicalmente cambiati gli atteggiamenti nei confronti delle diversità di orientamento sessuale e identità di genere e di come essere gay-friendly sia conveniente e buono per il business. Oggi circa l’86% delle aziende che rientrano nella lista “Fortune 500” (lista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/economist_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1754" title="economist_small" src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/economist_small.jpg" alt="" width="133" height="92" /></a>L’Economist pubblica un articolo in cui racconta come negli ultimi anni nel mondo delle aziende siano radicalmente cambiati gli atteggiamenti nei confronti delle diversità di orientamento sessuale e identità di genere e di come essere gay-friendly sia conveniente e buono per il business.<br />
Oggi circa l’86% delle aziende che rientrano nella lista <a href="http://money.cnn.com/magazines/fortune/fortune500/2011/index.html"target="_blank">“Fortune 500”</a> (lista annuale compilata e pubblicata dalla rivista Fortune che classifica le 500 maggiori imprese societarie statunitensi misurate sulla base del loro fatturato) vieta la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale a fronte di un 61% del 2002. Secondo la stessa lista circa il 50% delle aziende proibisce la discriminazione nei confronti dei transessuali, rispetto al 3% registrato nel 2002.<br />
Il <a href="http://www.hrc.org/resources/entry/corporate-equality-index-2011"target="_blank">“Corporate Equality Index”</a> (un indice annuale in cui si indaga sulle misure aziendali nei confronti delle minoranze sessuali) 2011 di <a href="http://www.hrc.org/"target="_blank">Human Rights Campaign</a> mostra che tra le 636 aziende rispondenti nel 2011 il 64% offre l’assicurazione sanitaria anche al partner dello stesso sesso e che il 30% delle stesse aziende ha raggiunto il 100% dell’indice. Ed è significativo notare come questo processo abbia riguardato aziende con background completamente diversi: banche d’investimento, aziende di consulenza, veri e propri colossi industriali come Alcoa, Ford, Dow Chemical.<br />
Esistono aziende in concorrenza tra loro per creare politiche gay-friendly. American Express ha un “pride network” interno che conta più di 1000 iscritti. Cisco offre ai lavoratori gay un bonus per compensare un’anomalia del codice fiscale americano. Alcune imprese sostengono il matrimonio gay e sette grandi aziende, tra cui Microsoft e Nike, hanno scritto al Congresso per sostenere la causa.</p>
<p>Ma quali sono le cause di questa rivoluzione? Sicuramente Human Rights Campaign e <a href="http://www.stonewall.org.uk/"target="_blank">Stonewall</a> con le loro attività hanno aiutato in tal senso.</p>
<p><em>“But mostly it happened because changing attitudes in society at large have reduced the cost of being gay-friendly, and raised the rewards.”</em><br />
Ma è soprattutto la nascita di un nuovo atteggiamento della nostra società verso questo tema ad avere il merito più grande: <strong>essere gay-friendly non è più un costo, ma un beneficio</strong>.</p>
<p>Il <a href="http://www.worklifepolicy.org/"target="_blank">Center for Work-Life Policy</a> ha condotto una ricerca in cui si è tentato di quantificare i vantaggi dell&#8217;inclusione alle imprese. Ne è emerso che il 47% dei gay dichiarati sul luogo di lavoro si definisce <em>&#8220;molto fiducioso&#8221;</em> nei confronti del proprio datore di lavoro, a fronte di 21% di chi non è dichiarato. Circa il 52% dei gay non dichiarati ha affermato di sentirsi bloccato nella propria carriera lavorativa, rispetto al 36% dei gay dichiarati al lavoro. E questo è comprensibile perché:</p>
<p><em>&#8220;It is hard to give your best if you have to conceal an important part of who you are.&#8221;</em><br />
<strong>È difficile dare il meglio se si deve nascondere una parte importante di se stessi</strong>.</p>
<p>A ciò si aggiunge che <strong>essere gay-friendly offre innumerevoli possibilità di guadagno e attrae un elevato numero di consumatori</strong>. Basti pensare che, secondo una ricerca della Witeck-Combs Communications, i gay Americani spendono oltre $835 miliardi all’anno. Nel 2001 la banca Merrill Lynch ha creato una sezione apposita incentrata sul mercato gay che in 5 anni ha portato più di un miliardo di profitto.</p>
<p>Certo, la rivoluzione è appena iniziata ma sul posto di lavoro è comunque degna di nota.<br />
Nella maggior parte dei casi le aziende sono più liberali dei governi nazionali e a ciò si aggiunge che i lavoratori più giovani sono molto più a loro agio con i temi dell’orientamento sessuale di quanto non lo siano stati i loro genitori.</p>
<p><em>&#8220;Indeed, many young heterosexuals would feel uncomfortable working for a firm that failed to treat gays decently. Companies vying to recruit them will bear this in mind.&#8221;</em><br />
Sicuramente <strong>molti giovani eterosessuali non si sentirebbero rispettati e a loro agio nel lavorare per un’impresa che non assicura un trattamento dignitoso per i lavoratori gay.<br />
E questo e’ un punto che le aziende dovranno tenere ben presente.</strong></p>
<p>Qui il testo dell&#8217;articolo dell&#8217;Economist: <a href="http://www.economist.com/node/21547222" target="_blank">www.economist.com</a></p>
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		<title>Se la «diversity» diventa una strategia. Il Corriere della Sera pubblica i risultati del sondaggio IKEA-Parks</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona massei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la «diversity» diventa una strategia La vita d’impresa tra rispetto delle differenze e valorizzazione dei talenti di Irene Consigliere Diversity management non solo legato alle pari opportunità di genere, ma anche all’accettazione di gay, lesbiche e transessuali nell’ambiente di lavoro. Ed è una grande multinazionale, la svedese Ikea in collaborazione con Parks &#8211; associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Corriere_della_Sera_small.gif"><img src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Corriere_della_Sera_small.gif" alt="" title="Corriere_della_Sera_small" width="200" height="200" class="alignleft size-full wp-image-1688" /></a><br />
<strong>Se la «diversity» diventa una strategia</strong><br />
<em>La vita d’impresa tra rispetto delle differenze e valorizzazione dei talenti</em><br />
di Irene Consigliere</p>
<p><strong>Diversity management</strong> non solo legato alle pari opportunità di genere, ma anche all’accettazione di gay, lesbiche e transessuali nell’ambiente di lavoro. Ed è una grande multinazionale, la svedese Ikea in collaborazione con Parks &#8211; associazione di imprese che aiuta le aziende a implementare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, con un focus particolare verso le persone GLBT (tra i soci Telecom Italia, Jhonson&#038;Jhonson, Roche, Citi, Lilly) &#8211; ad affrontare l’argomento, realizzando un’indagine in Italia nei punti vendita di Bologna, Catania e Roma. 500 i questionari compilati su 1079 distribuiti. Un tema che qualche mese fa ha fatto discutere in seguito a una pubblicità relativa all’apertura del negozio Ikea di Catania, di cui erano protagonisti due uomini ripresi di spalle e mano nella mano, dal titolo «Siamo aperti a tutte le famiglie». Dal sondaggio emerge che l’88% è sicuro che in Ikea tutti hanno le stesse opportunità di carriera, indipendentemente dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale. Da qui si deduce dunque che l’inclusione dei collaboratori GLBT in Ikea sembra un fatto acquisito e pare che non ci siano comportamenti discriminanti da parte dell’azienda.</p>
<p>«<strong>Si tratta di un’iniziativa di un’azienda che si mette in gioco</strong> per garantire un ambiente migliore a tutti, invece di una difesa dei propri diritti da parte della categoria, come di solito avviene. E’ il nostro apporto per fare in modo che altre realtà, in particolare quelle che ancora non hanno aderito a Parks, si concentrino sul tema della Diversity, per evitare forme di discriminazione sociale ormai fuori dal tempo», spiega Valerio di Bussolo, responsabile relazioni esterne di Ikea. Emerge infine che per l’82% la diversità deve divenire una priorità strategica per l’azienda, per la creazione di un ambiente rispettoso di tutte le differenze. «Il momento di crisi economica può diventare l’occasione per lavorare sulla valorizzazione dei talenti e lo sviluppo personale», aggiunge Ivan Scalfarotto, fondatore e direttore esecutivo di Parks.</p>
<p><strong>Anche in Adecco, tra le principali agenzie interinali, la percentuale di tolleranza è alta.</strong> «Secondo una ricerca che viene commissionata annualmente a un ente esterno, tra il 73% dei rispondenti, il 90% crede che il trattamento sul luogo di lavoro debba essere imparziale in base a età, sesso, provenienza, genere e orientamento sessuale», riferisce Ilaria D’Aquila, human resources director per l’Italia.</p>
<p>Qui il link all&#8217;articolo: <a href="http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/12_febbraio_10/consigliere-diversity-diventa-strategia_53cbd6ec-53c8-11e1-a1a9-e74b7d5bd021.shtml" title="www.corriere.it" target="_blank"><strong>www.corriere.it</strong></a></p>
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		<title>&#8220;La Sicilia&#8221; pubblica i risultati del sondaggio IKEA-Parks</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Sicilia&#8221; pubblica i risultati del sondaggio IKEA-Parks. Essere se stessi in azienda rende più liberi e creativi. [A.L.R]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Pagine-da-LaSicilia06022012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1624" title="Pagine da LaSicilia06022012" src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Pagine-da-LaSicilia06022012-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a><br />
<strong>&#8220;La Sicilia&#8221; pubblica i risultati del sondaggio IKEA-Parks. </strong><br />
<em>Essere se stessi in azienda rende più liberi e creativi. </em><br />
[A.L.R]</p>
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		<title>&#8220;La Stampa&#8221; pubblica i risultati del sondaggio IKEA-Parks</title>
		<link>http://www.parksdiversity.eu/featured/la-stampa-pubblica-i-risultati-del-sondaggio-ikea-parks/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando l’azienda cura e rispetta tutte le differenze. Primo sondaggio sugli orientamenti sessuali [Walter Passerini] Se l’impresa è cultura e coesione, uno dei suoi compiti è quello di riconoscere tutte le differenze, di genere, di credo religioso o politico e anche di orientamento sessuale, cercando di farle convivere creando maggior valore per l&#8217;azienda. E&#8217; con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/lastampa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1616" title="lastampa" src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/lastampa.jpg" alt="" width="133" height="92" /></a> <strong>Quando l’azienda cura e rispetta tutte le differenze.</strong><br />
<em>Primo sondaggio sugli orientamenti sessuali</em><br />
[Walter Passerini]</p>
<p>Se l’impresa è cultura e coesione, uno dei suoi compiti è quello di riconoscere tutte le differenze, di genere, di credo religioso o politico e anche di orientamento sessuale, cercando di farle convivere creando maggior valore per l&#8217;azienda. E&#8217; con questo spirito che è stata svolta per la prima volta in Italia un&#8217;indagine sulle differenze sessuali e sui rischi di nuove discriminazioni nelle imprese.</p>
<p>A lanciarla è IKEA che, nell&#8217;ambito delle politiche di diversity management da tempo adottate, ha realizzato insieme a Parks un sondaggio tra i collaboratori dell&#8217;azienda, per cogliere culture e pregiudizi e comprendere a che livello sia giunta l&#8217;inclusione di persone di diverso orientamento sessuale (gay, lesbiche, bisessuali e trans) nell&#8217;ambiente di lavoro. L’iniziativa, molto dirompente nel contesto italiano, ha volutamente un forte significato simbolico e solleva il velo su un tema che in Italia è oggetto di storie di discriminazione.</p>
<p>Il colosso svedese, dopo affrontato nel recente passato il tema delle pari opportunità e delle differenze di genere uomo-donna (in azienda le donne sono il 58,60% e nelle posizioni manageriali sono oltre il 41%), ha ora affrontato un altro tema più delicato. E lo ha fatto anche in seguito all&#8217;intenso dibattito che si è scatenato qualche mese fa in occasione dell&#8217;apertura della nuova sede di Catania, a causa di una pubblicità nella quale comparivano due uomini ripresi di spalle e che si tenevano per mano, insieme allo slogan «Siamo aperti a tutte le famiglie». E’ stato così distribuito un questionario nei punti vendita di Catania, Bologna e Roma, a cui hanno risposto quasi 500 lavoratori e lavoratrici. Le domande sono state proposte su supporto cartaceo e raccolte nel totale rispetto dell&#8217;anonimato e della privacy.</p>
<p>L’adesione è stata massiccia: ha risposto infatti il 44,11% dei dipendenti dei tre negozi, 476 su 1.079. Nelle risposte, <strong>71 rispondenti (14%) si sono definiti gay, lesbiche, bisessuali o trans</strong>. Una percentuale che arriva quasi al 7% se si confrontano i 71 Glbt al totale dei 1079 dipendenti delle tre sedi. Per i lavoratori dell&#8217;Ikea, l&#8217;inclusione dei collaboratori di diverso orientamento sessuale pare un fatto acquisito e non risultano comportamenti discriminanti da parte dell&#8217;azienda o degli altri colleghi di lavoro.</p>
<p><strong>L’88% è certo che in azienda tutti abbiano pari opportunità di carriera</strong>, indipendentemente dal genere o dall&#8217;orientamento sessuale. Anche sul piano della cosiddetta discriminazione positiva (l&#8217;attenzione alla diversità che rischia di creare persone avvantaggiate rispetto a chi non fa valere alcuna diversità) il 58% non ne riscontra alcuna.</p>
<p>Infine, <strong>secondo la quasi totalità dei rispondenti (82%), la diversità deve diventare una priorità strategica per l&#8217;azienda</strong>, per creare un ambiente rispettoso e inclusivo per tutte le differenze. Ikea è socio fondatore di Parks-Liberi e Uguali, l&#8217;associazione di imprese che aiuta le aziende ad adottare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, nata un anno fa, a cui aderiscono Telecom Italia, Johnson&amp;Johnson, Roche, Citi, Lilly, Il Saggiatore, Linklaters, Sixty Group, Gruppo Consoft.</p>
<p>Scarica il pdf dell&#8217;articolo</p>
<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/LaStampa_060212.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-836" title="Quando l’azienda cura e rispetta tutte le differenze" src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/icona-download_PDF.jpg" alt="" width="43" height="39" /></a></p>
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		<title>IKEA e Parks presentano i risultati della prima indagine svolta in italia sull’inclusione di gay, lesbiche, bisessuali e trans sul posto di lavoro</title>
		<link>http://www.parksdiversity.eu/featured/ikea-e-parks-presentano-i-risultati-della-prima-indagine-svolta-in-italia-sull%e2%80%99inclusione-di-gay-lesbiche-bisessuali-e-trans-sul-posto-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi 500 i questionari compilati dai dipendenti IKEA di Bologna, Roma e Catania: l’85% dichiara di non avere alcun problema a lavorare accanto a colleghi dichiaratamente GLBT. Milano, 31 gennaio 2012 &#8211; Nell’ambito della politica di diversity management sviluppata da tempo da IKEA Italia, è stata realizzata un’indagine tra i collaboratori dell’azienda svedese per comprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi 500 i questionari compilati dai dipendenti IKEA di Bologna, Roma e Catania: l’85% dichiara di non avere alcun problema a lavorare accanto a colleghi dichiaratamente GLBT.</strong></p>
<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sondaggio_small.jpg"><img src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sondaggio_small.jpg" alt="" title="sondaggio_small_ikea" width="150" height="150" class="alignleft size-full wp-image-1571" /></a><strong>Milano, 31 gennaio 2012</strong> &#8211; Nell’ambito della politica di diversity management sviluppata da tempo da IKEA Italia, è stata realizzata un’indagine tra i collaboratori dell’azienda svedese per comprendere a che livello è l’inclusione di gay, lesbiche, bisessuali e trans nell’ambiente di lavoro. Iniziativa dal forte significato simbolico e che solleva il velo su un tema che in Italia continua a produrre casi di discriminazione.</p>
<p>IKEA è socio fondatore di “<strong>Parks-Liberi e Uguali</strong>”, un’associazione di imprese che aiuta le aziende a implementare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, con un focus particolare verso le persone GLBT. Parks è nata nel gennaio 2011 con l’adesione di importanti aziende italiane ed internazionali quali Telecom Italia, Johnson&#038;Johnson, Roche, Citi, Lilly, Il Saggiatore, Linklaters, Sixty Group, Gruppo Consoft.</p>
<p>IKEA dopo affrontato l’argomento delle pari opportunità di genere (in azienda le donne sono il 58,60% e nelle posizioni manageriali superano il 41%), affronta ora un tema che qualche mese fa ha avuto una forte visibilità in seguito ad una pubblicità relativa all’apertura del negozio IKEA di Catania, dove campeggiavano due uomini ripresi di spalle e mano nella mano, sotto la headline “<strong>Siamo aperti a tutte le famiglie</strong>”.</p>
<p>Al questionario, erogato in forma anonima e cartacea al fine di assicurare l’assoluta confidenzialità dei dati, ha risposto il 44,11% dei dipendenti di tre negozi IKEA (Bologna, Catania e Roma/Porta di Roma): 476 su 1.079.<br />
<strong>71 rispondenti (14%) si sono definiti gay, lesbiche, bisessuali o trans.</strong> La percentuale scende al 6,58%, se rapportiamo i 71 GLBT non ai 476 rispondenti ma al totale dei 1079 dipendenti.<br />
L’inclusione dei collaboratori GLBT in IKEA sembra un fatto acquisito e pare non risultino comportamenti discriminanti da parte dell’azienda o degli altri coworkers. <strong>L’88% è certo che in IKEA tutti hanno pari opportunità di carriera</strong>, indipendentemente dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale. </p>
<p>Affrontato anche il tema della discriminazione positiva, ossia se l’attenzione alla diversità rischia di creare classi di persone avvantaggiate rispetto a chi non ha da far valere alcuna diversità: il 58% non riscontra alcuna discriminazione positiva in IKEA.<br />
<strong>Infine, per l’82% la diversità deve divenire una priorità strategica per l’azienda</strong>, che deve creare un ambiente rispettoso e inclusivo per tutte le differenze, comprese quelle connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere.</p>
<p><strong>Valerio di Bussolo, responsabile Relazioni Esterne IKEA</strong>, ha sottolineato che “<em>ci troviamo di fronte ad un risultato molto positivo che dimostra una forte sensibilità sociale da parte dei nostri colleghi, che per noi non è una novità. Nuovo mi sembra invece il modo aperto e trasparente con cui si affronta il tema della diversità, anche la propria, atteggiamento che non è da considerare così scontato su temi simili. IKEA forse è un’isola felice da questo punto ma le cose possono cambiare ed è questo il nostro apporto per fare in modo che altre aziende, in particolare quelle che ancora non hanno aderito a Parks, affrontino con decisione il tema della Diversity, per evitare forme di discriminazione sociale ormai fuori dal tempo. I luoghi di lavoro, dove la gente passa otto o più ore al giorno, devono diventare luoghi dove ricostruire un senso di appartenenza e di comunità che negli ultimi anni sì è eroso pericolosamente</em>”.</p>
<p><strong>Ivan Scalfarotto, Direttore esecutivo di Parks</strong>, ha ricordato che “<em>il rispetto e l’inclusione in azienda sono fattori formidabili di motivazione per chi lavora e si riflettono direttamente tanto sulla soddisfazione e sulla produttività delle persone quanto sulla capacità per le imprese di attrarre e trattenere i migliori talenti sul mercato. Creare luoghi di lavoro dove le centinaia di migliaia di persone gay, lesbiche, bisessuali e trans possano esprimere le proprie capacità professionali è dunque non soltanto una cosa giusta da fare sul piano etico ma è anche una buona pratica di business, come dimostrano le tante aziende che nel mondo lavorano da anni in questa direzione. In un momento di crisi come questo, lavorare in modo più intelligente e strategico anche su leve non economiche, ma motivazionali e di sviluppo delle professionalità, può essere una delle carte vincenti per la nostra economia</em>”.</p>
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		<title>Scalfarotto, l&#8217;inclusione favorisce il business (ANSA)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona massei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;inclusione è una buona pratica di business&#8221;: ne è convinto Ivan Scalfarotto, direttore esecutivo di Parks, organizzazione no profit che si occupa di lavoratori GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, trans) e ha come soci solo i datori di lavoro. In Italia l&#8217;associazione, che ha preso il nome dall&#8217;attivista per i diritti umani Rosa Parks, ha per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/DSC_8597BN-mini2.jpg"><img src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/DSC_8597BN-mini2.jpg" alt="" title="DSC_8597BN mini" width="322" height="214" class="alignleft size-full wp-image-587" /></a>&#8220;L&#8217;inclusione è una buona pratica di business&#8221;: ne è convinto Ivan Scalfarotto, direttore esecutivo di Parks, organizzazione no profit che si occupa di lavoratori GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, trans) e ha come soci solo i datori di lavoro.<br />
In Italia l&#8217;associazione, che ha preso il nome dall&#8217;attivista per i diritti umani Rosa Parks, ha per soci 10 aziende nazionali e non, da il Saggiatore a IKEA, ma Scalfarotto non nasconde che ce ne sono alcune &#8220;che riflettono se associarsi da un anno e mezzo, forse per paura di occuparsi di questo tema&#8221;. </p>
<p>Eppure, se come garantisce l&#8217;OMS, almeno il 5 per cento della popolazione è GLBT, queste aziende farebbero meglio a seguire quella che sembra una percentuale non irrilevante del loro personale. &#8220;Non è solo giusto ma è un asset importante per un&#8217;azienda, soprattutto &#8211; sottolinea Scalfarotto &#8211; in questo momento di crisi, perché essere valutati solo per il merito rende competitivi&#8221;. </p>
<p>Parks interviene nelle aziende a partire dal controllo della policy, valutando se benefit come assicurazione medica e auto aziendale siano assegnati senza discriminazioni, e poi a livello di comunicazione, per creare un clima sereno che aiuti i lavoratori omosessuali a parlare anche del loro privato, così come fanno i colleghi etero ogni volta che accennano a moglie, figli, suocera.<br />
Una pratica indispensabile visto che, come emerso da un questionario cui hanno risposto 476 lavoratori Ikea, 71 di loro &#8211; il 15 per cento circa &#8211; sono GLBT. Percentuale che scende al 6,58 per cento calcolando chi non ha risposto, ma è comunque più alta delle stime dell&#8217;OMS.</p>
<p>&#8220;E se abbandoni a se stesse questo 6.58 per cento di persone &#8211; considera il direttore di Parks &#8211; non puoi avere una gestione aziendale efficace&#8221;. L&#8217;obiettivo non è l&#8217;uguaglianza a priori, comoda alla maggioranza, ma la realizzazione dello slogan con cui IKEA, che ha lanciato il nuovo punto vendita di Catania con l&#8217;immagine di una coppia di uomini, accoglie i neoassunti: &#8216;<em>per essere uno di noi devi essere te stesso</em>&#8216;. E in quanto tale intercettare prima alcuni cambiamenti o saper gestire meglio un certo tipo di clientela. (ANSA)</p>
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		<title>Presentazione dei risultati della ricerca IKEA/Parks</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Parks]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo lieti di invitarvi alla &#8220;Presentazione dei risultati della ricerca IKEA/Parks&#8221;, la prima indagine in Italia sull&#8217;inclusione di gay, lesbiche, bisessuali e trans sul luogo di lavoro. Il progetto nasce dalla collaborazione tra IKEA e Parks e ha previsto l&#8217;erogazione presso gli store di Bologna, Roma e Catania di un questionario finalizzato ad indagare segnali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/sondaggio_small.jpg"><img src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/sondaggio_small.jpg" alt="" title="sondaggio_small" width="150" height="150" class="alignleft size-full wp-image-1531" /></a>Siamo lieti di invitarvi alla &#8220;Presentazione dei risultati della ricerca IKEA/Parks&#8221;, la prima indagine in Italia sull&#8217;inclusione di gay, lesbiche, bisessuali e trans sul luogo di lavoro.</p>
<p>Il progetto nasce dalla collaborazione tra IKEA e Parks e ha previsto l&#8217;erogazione presso gli store di Bologna, Roma e Catania di un questionario finalizzato ad indagare segnali e informazioni sull’atteggiamento e l’esperienza personale sviluppata nei luoghi di lavoro rispetto ai temi dell&#8217;orientamento sessuale e dell&#8217;identità di genere.</p>
<p>Ambizione del progetto è l&#8217;implementazione di politiche di risorse umane avanzate ed inclusive sul mercato del lavoro, da sempre una delle mission che caratterizzano l&#8217;attività di Parks e, attraverso di essa, dei soci (Telecom Italia, Roche, Lilly, Il Saggiatore, Sixty, Consoft, Citi, Linklaters, Johnson&#038;Johnson e naturalmente IKEA) che ne fanno parte.</p>
<p>Vi aspettiamo quindi <strong>martedì 31 gennaio 2012 alle ore 11.00</strong> presso la Sala Donzelli a Palazzo dei Giureconsulti (Piazza dei Mercanti 2) a Milano. </p>
<p><strong>Interverranno</strong> Ivan Scalfarotto (Direttore Esecutivo di Parks), Valerio Di Bussolo (Responsabile Relazioni Esterne IKEA Italia), Paolo Arnaldi (HR Head Western Europe, Citi e Presidente del CdA di Parks), Concita De Gregorio (Giornalista e Componente dell&#8217;Advisory Board di Parks), Vittorio Lingiardi (Ordinario di Psicopatologia generale, Università di Roma La Sapienza e componente dell&#8217;Advisory Board di Parks), Chiara Volpato (Ordinario di Psicologia sociale, Università di Milano Bicocca).</p>
<p>Si prega di confermare la propria partecipazione a <strong>Echo Comunicazione</strong> tel. 0262694736 &#8211; 6575647 oppure lceruti@echocom.it</p>
<p>___________________________________________________________________________________________</p>
<p>It&#8217;s a pleasure for &#8220;Parks &#8211; Liberi e Uguali&#8221; and IKEA to invite you to the presentation of the results of the &#8220;Parks/IKEA survey on GLBT issues in the workplace&#8221;.</p>
<p>It is the first time in Italy for an employer to investigate inclusion and respect for GLBT people in the workplace. The project was coordinated between Parks and IKEA: a survey has been conducted between August and December 2011 in the IKEA stores of Bologna, Roma and Catania to collect data on opinions and attitudes of employees related to sexual orientation and gender identity issues at work.    </p>
<p>IKEA&#8217;s goal is to align their policies to the most advanced HR policies in order to create an inclusive and respectful work environment for all their employees, including their GLBT community. This is Parks’ mission and the reason why prestigious companies such as Telecom Italia, Roche, Lilly, Il Saggiatore, Sixty, Consoft, Citi, Linklaters, Johnson&#038;Johnson, and of course IKEA joined Parks.</p>
<p>The presentation will be held on January 31, 2012 at Palazzo dei Giureconsulti, Sala Donzelli, Piazza dei Mercanti 2, Milan.</p>
<p>The results of the &#8220;Parks/IKEA survey&#8221; will be discussed by: Ivan Scalfarotto (Founding Executive Director at Parks), Valerio Di Bussolo (Head of Public Affairs at IKEA Italia), Paolo Arnaldi (HR Head Western Europe at Citi and Chair of the Board at Parks), Concita De Gregorio (Journalist and Member of the Advisory Board at Parks), Vittorio Lingiardi (Professor of Psychopathology at the University of Rome &#8220;La Sapienza&#8221; and Member of the Advisory Board at Parks) and Chiara Volpato (Professor of Social Psychology at the University of Milan &#8220;Bicocca&#8221;).</p>
<p>RSVP. Echo Comunicazione &#8211; tel.: +39 02 62694736 or +39 02 6575647 &#8211; email: lceruti@echocom.it</p>
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		<title>Irene Tinagli: &#8220;Diversità è anche crescita economica&#8221;</title>
		<link>http://www.parksdiversity.eu/featured/irene-tinagli-per-italia-futura/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicono di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato su Italia Futura un articolo di Irene Tinagli, in cui si parla di pari opportunità e diritti nel mondo del lavoro e di come valorizzare le differenze costituisca un’opportunità per il business. Irene Tinagli è docente all&#8217;Università Carlos III di Madrid, consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU e Presidente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/crescita.jpg"><img src="http://www.parksdiversity.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/crescita-150x150.jpg" alt="" title="crescita" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1540" /></a><br />
E&#8217; stato pubblicato su <a href="http://www.italiafutura.it/">Italia Futura</a> un articolo di Irene Tinagli, in cui si parla di pari opportunità e diritti nel mondo del lavoro e di come valorizzare le differenze costituisca un’opportunità per il business.</p>
<p>Irene Tinagli è docente all&#8217;Università Carlos III di Madrid, consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU e Presidente del Comitato Scientifico di Parks.</p>
<p>Qui il link all&#8217;articolo: <a href="http://www.italiafutura.it/dettaglio/112742/diversita_e_anche_crescita_economica" target="_blank">www.italiafutura.it</a></p>
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		<title>Parks si unisce al dolore di Sixty Group</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 15:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmoforlano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Parks si unisce al dolore di Sixty Group, dei familiari e degli amici per la morte di Wicky Hassan, direttore creativo e fondatore del gruppo. In questo tristissimo momento Parks, con il suo direttore esecutivo, Ivan Scalfarotto, il suo presidente, Paolo Arnaldi, e la presidente del Comitato Scientifico, Irene Tinagli, vuole ricordare l&#8217;impegno di Wicky [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parks si unisce al dolore di Sixty Group, dei familiari e degli amici per la morte di Wicky Hassan, direttore creativo e fondatore del gruppo.</p>
<p>In questo tristissimo momento Parks, con il suo direttore esecutivo, Ivan Scalfarotto, il suo presidente, Paolo Arnaldi, e la presidente del Comitato Scientifico, Irene Tinagli, vuole ricordare l&#8217;impegno di Wicky Hassan per i diritti civili e l&#8217;uguaglianza delle persone GLBT e il suo sostegno come imprenditore all&#8217;idea fondativa di Parks: che il rispetto delle differenze all&#8217;interno delle aziende aiuta la crescita e lo sviluppo del business e dell&#8217;economia in generale.</p>
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